Leonardo DiCaprio, Il Lupo Con Il Vizio Della Canditatura

LEONARDO DICAPRIO, IL LUPO CON IL VIZIO DELLA CANDITATURA

Leonardo-Dicaprio-leonardo-dicaprio-19374229-900-902È prevista, per il 15 novembre, l’uscita americana di The Wolf of Wall Street, film firmato da Scorsese, con il quale si conferma l’ormai stabile sodalizio tra il regista e l’attore Leonardo DiCaprio, mentre in Italia, per vederlo nelle sale si dovrà attendere il 12 dicembre.

La nuova pellicola è tratta dal romanzo omonimo e autobiografico di Jordan Belfort, che negli anni novanta fu il ragazzo prodigio della finanza, la cui scalata subì un colpo d’arresto con la condanna a ventidue mesi di galera per frode ai danni di privati e riciclaggio di denaro. L’ex “lupo” di Wall Street, appena ventiseienne, mise in piedi una boiler room (espressione americana per definire gli uffici dove si gestiscono le vendite telefoniche), dalla quale partiva una spietata campagna pubblicitaria, in larga parte menzognera, per la vendita di merce, tra cui rimanenze di magazzino, sfruttando anche il canale di internet, al motto di “pump and dump” (sfoggia e scarica). Belfort incarna perfettamente il sogno americano del successo a portata di mano, nel paese in cui tutto sembra essere possibile, dove la filosofia di vita del “Yes we can!” può condurre alla conquista della presidenza. Uscito di prigione nel 1998, scrive due autobiografie: The Wolf of Wall Street e Catching the Wolf of Wall Street, le quali diventano dei best sellers, pubblicati in cinquanta paesi e tradotti in otto lingue. Belfort ha trasformato se stesso nel suo miglior prodotto, tornando alla ribalta, dopo il carcere, nel ruolo di “motivatore”. Martin Scorsese, decide di adattare il primo libro ad opera cinematografica, ma il progetto non ottiene l’approvazione della Warner Bros, che invece, poco tempo dopo dà il via alle riprese di Shutter Island nel 2010, con protagonista Leonardo DiCaprio. I due artisti hanno lavorato insieme anni prima, in Gangs of New York nel 2002, pellicola interamente incentrata sull’incontro multietnico di bande criminali, avvenuto all’inizio del secolo scorso nella metropoli, che ha dato il titolo al film. Il cast conta un folto numero di volti noti, mentre le sequenze sono state girate quasi interamente a Cinecittà. Sono seguiti, come risultato della collaborazione, The Aviator del 2004, The Departed del 2006, Shutter Island del 2010 e l’atteso The Wolf of Wall Street.

Leonardo DiCaprio è un attore poliedrico, che nel corso della carriera ha dovuto fare i conti con la notorietà raggiunta col blockbuster (termine usato per definire una pellicola estremamente popolare), dalle proporzioni di Titanic di James Cameron del 1997, genere che solitamente premia al botteghino, ma non altrettanto nei giudizi della critica. L’interpretazione di Jack Dawson, personaggio dai tratti psicologici bidimensionali, ha causato una battuta d’arresto nella carriera dell’allora ragazzino prodigio.

wegg_still_2544Nell’arco di soli tre anni lavora in ruoli principali dalle sfumature drammatiche, convincendo pubblico e critica dal 1993, quando Robert DeNiro insiste per averlo come partner sul set di Voglia di Ricominciare – This Boy’s Life. Nello stesso anno in Buon Compleanno Mr. Grape – What’s eating Gilbert Grape del regista svedese Lasse Hallström, conquista gli spettatori, commossi dalla rappresentazione di un minorenne, mentalmente disabile dalla nascita, del quale si prende cura il fratello maggiore Gilbert (Johnny Depp), essendo i due orfani di padre, con una madre obesa e assente. DiCaprio si aggiudica la prima nomination agli Oscar e ai Golden Globe nella categoria di miglior interprete non protagonista.

La prematura scomparsa per overdose di River Phoenix, fuori da un locale di Los Angeles, avvenuta in presenza di Depp, proprietario del club, di Keanu Reeves, di Flea (membro del gruppo musicale Red Hot Chili Peppers) e del fratello Joaquin è l’infelice occasione con la quale l’attore, ancora adolescente, ottiene i suoi primi ruoli da protagonista: Ritorno dal Nulla – Basketball Diaries e Poeti dall’Inferno – Total Eclipse. Quest’ultimo sulla ricostruzione della relazione sentimentale tra Arthur Rimbaud e Paul Verlaine.

È il 1996 quando l’autore del recente flop The Great Gatsby, l’australiano Baz Luhrmann gli offre il ruolo del romantico eroe veronese, in una trasposizione contemporanea, Romeo + Juliet, titolo anch’esso riadattato, dalla tragedia di William Shakespeare.

Django-Unchained-29DiCaprio, nel corso della carriera, più che ventennale, se si conta l’infanzia investita in programmi per il piccolo schermo, ha lavorato con tutti i grandi maestri coevi, i quali continuano a proporgli parti sempre più interessanti, e  a volte dalla natura controversa. L’elenco potrebbe essere lungo, a partire dalle opere girate con Scorsese, proseguendo con J. Edgar,  di Clint Eastwood (2011), dove impersona il fondatore dell’FBI, l’agenzia governativa americana di investigazione, Prova a Prendermi – Catch Me If You Can di Spielberg (2002), nei panni di un truffatore che invece di finire in galera diventa un collaboratore di giustizia, al più recente Django Unchaind di Quentin Tarantino, uscito all’inizio del 2013 nelle sale italiane, dove interpreta perfettamente la parte del ripugnante Calvin J. Candie, proprietario di una  piantagione di cotone, sudista e schiavista. Tutti i colleghi del film ricevono una nomination agli Oscar, ma come ormai di consueto, gli Accademy non sembrano mostrargli la meritata attenzione.

Se si analizza la filmografia di questo artista e si pone l’attenzione sulla tipologia dei ruoli per i quali è stato scritturato, ci si accorge dell’alto numero di biografie interpretate per la capacità camaleontica di rispettare l’identità della personalità rappresentata e riportarla il più possibile in una dimensione reale. L’aspetto ancora acerbo dell’attore americano, nonostante l’età, i tratti fisiognomici delicati, uniti ai colori chiari degli occhi e dei capelli, forse sono l’insieme degli elementi che ingannano gli spettatori più acerbi e una critica autorevole dei concorsi internazionali.

Revolutionary RoadNella lista di lavori compare un piccolo gioiello che stupisce possa essere passato inosservato, si tratta di Revolutionary Road del 2008, che riunisce la coppia DiCaprio – Winslet, per la regia di Sam Mandes, all’epoca marito della stessa protagonista. La pellicola è incentrata sul tema dell’infelicità di una moglie apparentemente serena, tratta dall’omonimo romanzo del newyorkese Richard Yates. Frank, il marito, è un uomo non più animato dalla curiosità per il mondo, la stessa che prima del matrimonio lo avrebbe spinto a trasferirsi a Parigi, città dove “la gente vive e sente davvero”, da sposato si accontenta della piatta vita di impiegato, di marito e di padre. April, invece, lo aveva scelto come compagno, per le  passioni che li accomunavano, con la speranza di non relegare la propria esistenza nel ruolo di casalinga. La recitazione di entrambi è molto intima e raggiunge momenti toccanti, resi possibili dal rapporto fraterno che lega i due attori nella realtà. DiCaprio, ottiene la candidatura ai Golden Globe insieme alla partner che guadagna il premio, mentre lui viene nuovamente snobbato nella selezione d’ingresso agli Oscar.

Il rapporto con Scorsese, con il quale condivide la produzione dell’ultimo film, è un sodalizio instaurato ormai da tempo, che nell’immaginario collettivo prende il posto di quello decennale con Robert De Niro. Il regista è solito saldare legami duraturi con i propri collaboratori, definendo uno stile riconoscibile non solo attraverso l’individualizzazione degli stilemi  caratteristici di ogni specifica poetica, ma anche mediante i volti ricorrenti che hanno animato i personaggi delle sue narrazioni. Infatti nella scrittura dell’ultima opera si è avvalso nuovamente della professionalità di Winter, cosceneggiatore, con cui si è occupato della stesura della puntata di apertura della serie televisiva di enorme successo Board Walk Empire, prodotto dall’originale HBO.

Film Fall PreviewAd affiancare il protagonista in The Wolf of Wall Street, troveremo Jean Dujardin, l’attore francese salito alla ribalta con The Artist, Rob Reiner e, a giudicare dal trailer, un sorprendente Matthew McConaughey, il quale veste i panni di un nevrotico business man. Nelle poche sequenze rilasciate per la promozione, si intravede il corpo, una volta statuario segnato dalla ferrea dieta a cui si è sottoposto per lavorare a The Dallas Buyer’s Club, lungometraggio dall’uscita contemporanea a quella di Scorsese, sempre dal tema biografico.

Nonostante siano solo supposizioni, basate su promettenti presupporti, è probabile che le nomination agli Accademy del prossimo anno vedano competere nella stessa categoria gli attori Matthew McConaughey e Leonardo DiCaprio. Sempre se non ci saranno sviste in fase di selezione, potremmo assistere alla sfida delle performances biografiche di due attori sminuiti a causa del bell’aspetto.

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